Dismorfia / Chimera
Il riflesso fratturato del sé
Niente intelligenza artificiale, niente compositing, niente esposizioni multiple: ogni distorsione è un riflesso catturato in un unico fotogramma.
Menzione d’onore, Premi annuali di fotografia 2024, Categoria “Persone: Corpo e nudi”
In Dismorfia, il corpo diventa un’immagine instabile, deformata e distorta dal proprio riflesso. Queste fotografie sono paesaggi psicologici. Le modelle si trovano davanti a uno sfondo di mylar incurvato e guardano se stesse, mentre la superficie riflette volti e corpi che non possono vedere così come sono. L’opera affronta il desiderio di controllare il corpo, di rimodellarlo, di trovare armonia nella sua asimmetria. Qui, la bellezza risiede nell’imperfezione, nel momento in cui la forma si dissolve nella finzione.
In una fotografia una donna è ritratta di profilo, immobile e integra, mentre la pellicola accanto a lei la trasforma in luce increspata. Sotto le ginocchia il suo riflesso si frammenta in nitide sfaccettature argentate. In un’altra, i suoi stessi capelli sfocano il bordo dell’inquadratura, e il volto che osserva nel mylar si è disgregato: un occhio scivola verso l’attaccatura dei capelli, la bocca rimane semiaperta e la mano preme contro una guancia che ha perso la sua forma. La donna davanti allo specchio e quella al suo interno condividono la stessa luce calda. Solo una delle due è intatta.
Ognuno di noi porta con sé due versioni del proprio corpo: quella che percepiamo dall’interno e quella che vediamo allo specchio o negli occhi degli altri. Dismorfia immortalano il momento in cui i due si separano, quando la pressione sociale allarga il divario fino a quando il riflesso mostra qualcosa di più crudele di ciò che c’è realmente. Le immagini non avanzano alcuna affermazione clinica; esse visualizzano un’esperienza.
In una delle immagini, il riflesso distorto dello stesso fotografo appare sulla pellicola, catturato nel momento dell'esposizione, e il confine tra osservatore e soggetto si fa sfumato.
Il corpo non è immutabile. Lo sguardo non è mai neutrale. Di fronte a una cultura ossessionata dalla simmetria e dalla perfezione, cerco di smantellare il mito della forma “ideale”. Fotografo il disordine dei corpi. Queste immagini racchiudono verità troppo complesse per essere riflesse da specchi lineari.
Burak Bulut Yıldırım
Dismorfia è una sottoserie di Chimera.


