Una sotto-serie di Ecotono
Solo tu sei vicino, Quando tutto è lontano
Corpi ai bordi dell'acqua, durante l'anno il mondo non poteva essere toccato.
Questa serie è nata durante la pandemia, quando la distanza è diventata la condizione di ogni persona al mondo. La pelle, la prima e più vulnerabile soglia del corpo, non era più raggiungibile. I viaggi si sono interrotti e gli studi hanno chiuso. Il modo in cui questa pratica si era svolta per anni, in gruppo, in spazi condivisi, nell’intimità della vicinanza fisica, si è interrotto di colpo.
Solo tu sei vicino, quando tutto è lontano è stato realizzato in quel tempo sospeso. È il capitolo sulla pandemia di Ecotono, la serie approfondita dedicata al corpo e all’ambiente naturale. Qui il tono emotivo cambia. Ecotono colloca il corpo tra cavalli, alberi, fiori e acqua, come parte integrante di un ecosistema. Questa sottoserie ritrae il corpo da solo, seduto, accovacciato, raggomitolato o di spalle, su una stretta striscia di sabbia scura dove la terra incontra l’acqua e nient’altro entra nell’inquadratura.
Il paesaggio è essenziale al punto da risultare astratto: una riva bagnata, piccole onde, un orizzonte sottile. Nessun albero, nessuna architettura, nessun segno visibile delle condizioni meteorologiche, nessun’altra persona. Il corpo ha l’intero fotogramma tutto per sé, ma al suo interno appare piccolo, spinto verso un angolo, a volte appena distinguibile sulla sabbia più scura. Ciò che le immagini ritraggono non è tanto il corpo nella natura, quanto piuttosto il corpo stesso distanza dalla natura. L'onda è vicina, l'acqua è vicina, la terra è vicina. Tutto il resto è lontano.
La linea di costa è l’ecotono più familiare di tutti, il confine in cui terra e acqua si incontrano e si ridefiniscono a vicenda. In Ecotono, il bordo è un luogo di incontro. Qui è spoglio, e il corpo vi si trova da solo.
Il titolo trae origine dalla struttura emotiva di quel periodo. Le persone che erano ancora fisicamente vicine sono diventate quasi insopportabilmente vicine, mentre tutto ciò che si trovava al di fuori del perimetro domestico si è ritirato dietro gli schermi. La vicinanza di cui parla il titolo è più un dato di fatto legato alla vicinanza forzata che un conforto: quando il mondo si allontana, tutto ciò che rimane a portata di mano diventa l’intera esperienza.
Le figure sono per lo più fotografate di spalle, da lontano, in momenti di quiete. L’esclusione del volto è intenzionale. Una figura vista di spalle non guarda lo spettatore; guarda dove guarda lo spettatore. Caspar David Friedrich utilizzò questo espediente per collocare lo spettatore all’interno della solitudine anziché di fronte ad essa, e qui esso assume il peso di un anno particolare. Si tratta di studi sulla condizione di solitudine di un corpo in riva all’acqua, in un’epoca in cui questa era una delle poche forme di incontro ancora possibili. La persona raffigurata rimane anonima. La gamma tonale in bianco e nero conferisce alle immagini un registro più austero rispetto alle opere a colori presenti altrove in Ecotono.
La sottoserie è stata realizzata nell’arco di un unico lungo periodo e costituisce tuttora un ciclo distinto e coerente all’interno di Ecotono. Da allora non è più stato riaperto.
Opere della serie
Fotografie in bianco e nero realizzate direttamente con la fotocamera, sul posto.
































