Nicchia

Il corpo nello spazio domestico

Quel senso di vuoto che si prova quando ci si ritrova soli in una stanza, e il momento in cui si comincia a fondersi con quella stanza.

Una nicchia è una cavità in una parete: uno spazio modellato per qualcosa che ancora non c’è. Nicchia parte proprio da questo. La serie fotografa il vuoto che un corpo prova quando viene lasciato solo in una stanza, quel vuoto che si apre attorno a una persona una volta che tutti gli altri se ne sono andati. Una donna si appoggia a una tenda, si raggomitola attorno al bracciolo di una poltrona, riposa nella luce tra due stanze. La macchina fotografica rimane al di fuori di questa solitudine e immortala ciò che accade quando il corpo non ha altro posto dove andare.

Rooms are made to the measure of bodies. A chair keeps the angle of a back, a bed the length of a sleeper, a doorway the height of someone walking through, so that even an empty room describes the people it was built for. Left alone, a person begins to fit into the shapes the room has kept. A corner is the smallest shelter a room can offer: two walls meeting, enough to hold a body that wants to be held.

In una fotografia, una stanza d’albergo è disposta in rigorosa simmetria attorno a un letto matrimoniale vuoto, collocato all’interno di una nicchia ad arco. Due lampade da parete sono accese su entrambi i lati. La donna è seduta rannicchiata all’estremità più lontana dell’inquadratura, accanto alla tenda, con la pelle che assume la stessa tonalità ambrata delle pareti. Il centro dell’immagine appartiene all’assenza; il corpo attende ai suoi margini. In un’altra, una figura è in piedi di profilo ai piedi di una scala, con un braccio appoggiato allo stipite della porta. Uno stretto fascio di luce laterale illumina la sua spalla e il suo fianco, mentre il resto del corpo si confonde con il legno scuro che la circonda; la curva della sua schiena riprende le curve della porta in vetro colorato alle sue spalle.

The figures occupy the room's own hollows: the inside of an ornate wooden cabinet, the depth of a window embrasure, the shadow beneath a skylight. They fold themselves into corners as if the room had made space for them. Slowly, the boundary between body and room loosens. Against a bright window, a figure becomes a dark contour, one more shape in the architecture; in a pale room, skin and linen share the same light; in a dark one, the body sinks back into the shadow around it.

Colour and material carry this merging. Heavy curtains in burgundy and brown fall around the figures like stage drapes; velvet armchairs hold bodies the way hands hold faces. Warm ambers and rusts, cooler notes of teal and deep blue, rooms washed almost white: the palette of the room becomes the palette of the skin. Cats appear in several photographs, curled nearby, walking past, watching: silent witnesses to private hours.

On the walls, art answers back: Alphonse Mucha's sinuous figures, classical drawings of draped women, photographs of nudes. These images-within-images form a mise en abyme in which the photographed body echoes the bodies already hanging in the room.

L’opera entra in dialogo con gli interni di Johannes Vermeer, dove la luce filtra attraverso le vetrate piombate e le figure sono sospese tra movimento e immobilità. Le stanze di Nicchia sono più consumati e vissuti: appartamenti con termosifoni e alberi invernali visibili attraverso i vetri, ville con l’intonaco screpolato, camere d’albergo anonime sotto testate dei letti in stile Art Nouveau. Anche le fotografie di interni di Nan Goldin trovano qui la loro collocazione, sebbene in una chiave più morbida e meno confessionale.

Painting has often shown a woman alone in her room as if through a keyhole, unaware of being watched, her privacy offered to the viewer as a reward. Nicchia keeps the distance of the doorway and drops the pretence of secrecy. The figure knows the camera is there. The solitude in the frame belongs to the person in it, who decides how much of it to show.

Le opere più recenti di Burak ritraggono parti del corpo femminile con un contrasto estremamente marcato e in fusione con la matericità; tuttavia, i suoi lavori che raffigurano figure femminili intere in ambienti interni trasmettono un senso di strategia psicologica e teatrale volta a comprendere il rapporto tra le figure e lo spazio.— Michael Hanna, curatore, Aedra Fine Arts (recensione completa)
Le opere più recenti di Burak presentano porzioni di parti del corpo femminile con un contrasto estremo e in fusione con la texture, ma i suoi lavori che mostrano figure femminili complete in interni trasmettono un senso di strategia psicologica e teatrale verso la comprensione del rapporto tra figure e spazio.Aedra Fineart - Michael Hanna. Articolo completo: https://www.pointpleasantpublishing.net/single-post/burak-bulut-yildirim