Antemortem
Il corpo prima del silenzio
Fotografie che si collocano nello spazio tra presenza e assenza: corpi che stanno già diventando tracce.
Il termine antemortem, dal latino ante mortem, significa prima della morte
. Nella medicina legale, questo termine serve a distinguere le lesioni subite in vita da quelle che si verificano dopo la morte. Nell’identificazione forense, lo stesso termine indica i documenti raccolti nel corso della vita di una persona, tra cui le fotografie, con cui vengono confrontati i resti non identificati. In questo senso, qualsiasi ritratto può diventare un dato ante mortem. Antemortem reinterpreta questa terminologia fredda per descrivere qualcosa di delicato. La serie raccoglie fotografie che sembrano sospese tra la vita e la morte: corpi ancora presenti, ma che sembrano già in procinto di andarsene.
In una fotografia, una donna è in piedi nell’oscurità di un fienile, con la luce che filtra dalle fessure tra le assi, e stringe al petto il teschio di un montone: il più antico segno di mortalità premuto contro la pelle viva. In un’altra, una donna è seduta avvolta in una rete nera che si riversa sul pavimento come un sudario, con lo sguardo rivolto verso l’alto e gli occhi spalancati. In uno specchio alto, un corpo esiste solo come riflesso, una sagoma scura sotto un lampadario, senza alcuna figura visibile davanti al vetro. Altrove, una figura attraversa come un’immagine sfocata garze sospese e tulle rosso, mentre una striscia di nastro segnaletico attraversa il pavimento come il confine di una scena in cui nessuno dovrebbe entrare. Sotto un velo trasparente e una forte retroilluminazione, un corpo disteso diventa traslucido, come se si stesse trasformando in luce.
In Camera Lucida, Roland Barthes descriveva l’essenza della fotografia come ça-a-été, ciò-che-è-stato
. Ogni fotografia immortala qualcosa che è esistito e che ora appartiene irrevocabilmente al passato. Nello stesso libro, Barthes osserva il ritratto di un giovane fotografato mentre attendeva l’esecuzione e vi legge contemporaneamente due tempi verbali: è morto e sta per morire. Antemortem vive in quel secondo tempo. Le sue fotografie sono scattate prima di una fine e ne sono già portatrici. Si leggono come fotografie di fotografie, testimonianze di presenze che stanno già diventando fantasmi. La serie riprende la tradizione del memento mori, comprese le nature morte vanitas del XVII secolo con teschi e fiori appassiti, ma senza il loro tono moralizzante. Qui non c’è alcun sermone, solo un’attenzione costante alla caducità del corpo.
Antemortem passa da un registro all’altro. Immagini in bianco e nero ad alto contrasto, che richiamano la fotografia vittoriana del lutto, lasciano il posto a opere caratterizzate da blu intensi, rossi tenui e tonalità spettrali che evocano la soglia tra il sonno e la veglia e, all’estremo opposto, a una luce bianca in cui il corpo sembra quasi dissolversi. Strutture abbandonate, fienili, ville vuote, stanze in cui superfici antiche ospitano riflessi opachi, compaiono accanto a interni curati in cui pesanti tendaggi e luce naturale svolgono gran parte del lavoro.
I veli e i materiali traslucidi ricorrono in diverse fotografie. Il tessuto è una membrana: tra visibilità e scomparsa, tra il corpo e la stanza, tra il momento dell’esposizione e il successivo incontro dello spettatore con l’immagine. Il corpo si intravede attraverso gli strati, parzialmente cancellato, mai pienamente presente. Le lunghe esposizioni consentono al movimento di sfocare e moltiplicare la figura, così che un singolo corpo sembri frammentarsi nel tempo. Si tratta di scatti di lunga durata realizzati dalla macchina fotografica, in cui il passaggio del corpo viene registrato come traccia.
La nudità in Antemortem non ha alcuna connotazione erotica. Senza veli, la figura assume un carattere elementare: il corpo nel suo stato più vulnerabile e più mortale, spoglio e indifeso.
Opere selezionate
Edizioni
Le stampe a pigmenti d'archivio sono pubblicate in edizioni limitate di 5 + 1 prova d'artista, stampate su carte Hahnemühle Photo Rag e FineArt Pearl. Opere selezionate sono rappresentate su Artsper, Arte Saatchi, e Artmajeur. Per richieste dirette, prestiti per mostre o prezzi per collezionisti: print@burakbulut.org.



















