
Motus
Il corpo come durata
Il movimento e il tempo si trasformarono in spazio, e un corpo che vi si dissolse al suo interno.
Ricorrendo a lunghe esposizioni, movimenti intenzionali della fotocamera e illuminazione controllata in studio, Motus permette a un gesto di diffondersi nell’inquadratura fino a quando il movimento e il tempo assumono le qualità dello spazio. Il corpo attraversa quello spazio e vi si dissolve gradualmente, cosicché ciò che rimane è meno una figura che la traccia del proprio movimento.
In latino, motore significa movimento, e nella frase motus animi, un movimento della mente: un’emozione. Il titolo racchiude entrambi i significati. Una svolta, un’esitazione, una caduta: ognuna di esse attraversa l’inquadratura sia come sensazione che come movimento, e la lunga esposizione ne cattura l’insieme.
Un busto si gira nell’oscurità e lascia dietro di sé morbidi strati, con i capelli che si riversano nel buio come fumo. Una figura volteggia contro un’unica luce calda, la sua sagoma rimane al centro mentre i contorni del movimento si dissolvono. Una donna solleva le braccia contro una parete scura e queste si aprono a ventaglio, traslucide, come se il gesto avesse messo le ali. In bianco e nero, una gonna da balletto diventa una nuvola vorticosa sopra due gambe sfocate, e una ballerina in caduta si trasforma in una striscia grigia che attraversa un pavimento pallido.
Il movimento esiste solo mentre sta avvenendo. Una fotografia tradizionale immortala un’unica posizione e tralascia tutto ciò che si trova tra una posizione e l’altra, ovvero proprio lì dove il movimento vive realmente. Motus mantiene il passaggio. La serie lavora con due tipi di corpi in movimento. I ballerini apportano movimenti allenati: sanno dall’interno dove si trova ogni arto in ogni momento, e queste fotografie mostrano l’esterno di quella consapevolezza, ovunque gli arti siano stati. I modelli nudi apportano movimenti più semplici, guidati in studio: una rotazione delle spalle, un movimento dei capelli, braccia alzate e abbassate, un busto che ondeggia fuori dalla posa. I loro gesti sono meno coreografati e più personali, e la lunga esposizione li trasforma in forme che il corpo stesso non vede mai. Quando anche la macchina fotografica si muove, l’immagine racchiude due movimenti contemporaneamente, quello della figura e quello del fotografo, e diventa una testimonianza della loro sincronia.
Fotografare il movimento significa solitamente suddividerlo in una serie di istanti nitidi e congelati che l’occhio deve poi ricomporre. Motus permette al movimento di svolgersi ininterrottamente nell’arco di una singola esposizione, quindi non è necessario ricomporre nulla. Il gesto rimane integro; solo la sua nitidezza si dissolve.
Quando un’esposizione dura abbastanza a lungo, il tempo diventa il vero soggetto della fotografia, più della luce stessa. Anche l’accumulo ha un suo peso emotivo: un gesto ripetuto più e più volte sembra più intenso di qualsiasi sua singola manifestazione. Motus applica tutto ciò al corpo vivente e al suo ritmo specifico: quanto tempo ci vuole per compiere una rotazione, come si sposta il peso durante un passo, come si esaurisce un gesto.
Ogni immagine viene realizzata direttamente con la fotocamera. In post-produzione non vengono combinati livelli; la sfocatura, l’effetto moltiplicazione e la scia luminosa vengono catturati in un’unica esposizione. La fotografia è una registrazione del movimento: una traccia fisica, come una pennellata, del passaggio di un corpo nel tempo davanti all’obiettivo.
Opere selezionate
Tecnica e edizioni
Motus è realizzata esclusivamente tramite una lunga esposizione in camera, con la figura che si muove seguendo una sequenza coreografata all’interno di un singolo fotogramma. Non vengono utilizzate né esposizioni multiple né fusioni in post-produzione; il movimento nell’immagine è lo stesso che si è verificato davanti alla fotocamera.
La serie è stata trasmessa in Corpi in movimento, Galleria d'Arte Loosen, Roma, 2019. Le stampe a pigmenti d'archivio sono pubblicate in edizione limitata di 5 + 1 prova d'artista su carta Hahnemühle. Opere selezionate sono disponibili attraverso Artsper, Arte Saatchi, e Artmajeur. Per richieste dirette: print@burakbulut.org.

























